|
Il Monte Amiata si trova a Sud di Siena,ed è
un monte ricchissimo di corsi d'acqua, animali selvatici e scure foreste
di faggio e di castagno, terra di contadini e minatori dal volto schietto
e franco, latori di storie e leggende sconosciute o precluse agli uomini
di pianura. Soprattutto il Monte Amiata era, migliaia di anni fa, un
grosso vulcano le cui eruzioni hanno per secoli inondato le basse colline
circostanti di cenere, lapilli e lava. Oggi che il timore di un'eruzione
è scomparso, l'Amiata (1738 mt. s.l.m.) è anche una delle
più famose stazioni sciistiche della Toscana e soprattutto in
questi ultimi anni, con nevicate sempre più costanti, nel 2005
in vetta si sono raggiunti e superati i 3 metri d'altezza (!), ha potuto
migliorarsi e diventare un punto di riferimento per un sempre maggior
numero di persone che volgiono godersi una bella giornata sugli sci
o fare delle belle passeggiate nei boschi. Ma bellissimo è visitare
il monte d'estate ed in primavera quando la natura è nel pieno
del vigore e la foresta offre grande tranquillità , silenzio
e piena immersione nel verde. Gli ampi spazi spazi solitari dellAmiata
consentono la sopravvivenza del lupo e nelle valli più impervie
nidificano numerose specie di rapaci. Anche percorrendo strade asfaltate
non è difficile incontrare cinghiali, caprioli e scoiattoli!
Il rigoglioso sottobosco offre funghi, fragole e lamponi. Da qualche
anno è stato istituito il "Parco Faunistico del Monte Amiata"
è una novità nel panorama dei Parchi a livello nazionale.
S'ispira ai parchi tedeschi e, in un territorio assai piacevole dal
punto di vista paesaggistico ed ambientale, propone una serie di aree
faunistiche integrate di grandi dimensioni. All'interno del Parco, un
sistema di sentieri permettono l'avvistamento di moltissime specie naturalmente
presenti negli Appennini centrali.
L'area è caratterizzata da molte specie
forestali; tra le latifoglie: Carpino bianco, Carpino nero, Acero di
monte, Acero campestre, Nocciolo, Salice rosso, Ciliegio selvatico,Faggio,
Castagno, Roverella, Cerro e Agrifoglio; tra le conifere, quasi sempre
di impianto artificiale: Pino nero, Douglasia, Cipresso dellArizona,
Abete Greco, Larice e Cedro. Numerose le emergenze floristiche, fra
queste: Pulmonaria saccarata Miller, Viola etrusca Erben, Myosotis decumbens
Host, Geranium nodosum L., Phyteuma scorzonerifolium Vill.,Ilex aquifolium
L., Ranunculus garganicus Ten.,Scilla bifolia L., Galanthus nivalis
L.Facendo trekking nellapposita sentieristica si può incontrare
facilmente Daino, Cervo, Muflone, Capriolo e Camoscio ed anche moltissimi
altri mammiferi, naturalmente presenti, come Istrice, Volpe, Tasso,
Donnola, Faina, Puzzola, Lepre, Scoiattolo, Ghiro, Cinghiale, ed altri
ancora, ma ciò che può dare una emozione unica è
sicuramente la possibilità di avvistamento del Lupo Appenninico,
nella sua grande area faunistica. Ogni stagione ha il suo fascino: in
autunno è il periodo degli amori per gli ungulati ed è
possibile losservazione dei lunghi combattimenti e lascolto
dei vocalizzi dei cervi maschi; in inverno gli animali sono assai disponibili
a farsi osservare tranquillamente e, in febbraio, inizia il periodo
degli amori per i lupi; in primavera è un'esplosione di vita
e di colori, avvengono le nascite e fervono una miriade di attività,
nel verde spicca il giallo delle ginestre e ovunque crescono fiori;
l'estate a 1000 metri di altitudine è sinonimo di tranquillità,
le ore migliori per osservare gli animali sono quelle intorno al crepuscolo,
nelle ore più calde i ritmi vitali rallentano e tutto tende a
fermarsi.

|