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Principi generali
Il Codice Etico della SBR3, Associazione Sportiva Dilettantistica per l’esercizio dell’attività sportiva multidisciplinare, individua i valori fondanti del gruppo, evidenziando l’insieme dei diritti, dei doveri e delle responsabilità dei soggetti destinatari del Codice stesso.
L’adozione del presente Codice Etico è espressione di un contesto associativo ove primario obiettivo è quello di soddisfare, nel migliore dei modi, le necessità e le aspettative degli interlocutori della Associazione, mirando a raccomandare e promuovere un elevato standard di professionalità nello svolgimento delle prestazioni sportive e di tutte le attività riconducibili alla Associazione e a vietare quei comportamenti che si pongono in contrasto non solo con le disposizioni normative di volta in volta rilevanti, ma anche con i valori che la Associazione intende promuovere.
In particolare, valore primario per la Associazione è l’osservanza dell’etica sportiva, intesa come onestà, lealtà, correttezza e conformità alle leggi.
Questo Codice Etico costituisce parte integrante del “Modello di organizzazione, gestione e controllo” previsto dall’art. 6 del Decreto Legislativo 231/2001 in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.
I Destinatari
Il presente Codice Etico si applica:
· a Dirigenti, Consiglieri, Medici Sportivi, gli atleti e tutti i tesserati, ovunque essi operino, sia in Italia che all’estero;
· a collaboratori e consulenti esterni che agiscono nell’interesse della Associazione ed agli eventuali fornitori.
È fatto obbligo specifico ai Destinatari di rispettare i principi ivi riportati e la normativa di settore, nello svolgimento
dell’attività sportiva e nei rapporti con le associazioni, leghe e federazioni sportive, sia nazionali che estere.
Doveri e responsabilità
Le relazioni lavorative tra i dipendenti devono svolgersi secondo principi di civile convivenza, nel rispetto reciproco e garantendo la tutela dei diritti e delle libertà delle persone.
I rapporti tra le diverse posizioni gerarchiche all’interno della Associazione devono essere improntati a principi di lealtà e correttezza. Dovrà, altresì, essere garantito il segreto d’ufficio nell’espletamento delle attività di propria competenza.
I responsabili delle singole attività devono esercitare i poteri connessi alla delega ricevuta, rispettando e garantendo la dignità dei propri collaboratori e favorendone la crescita professionale.
Ogni responsabile è tenuto a valorizzare il tempo di lavoro dei collaboratori, richiedendo prestazioni coerenti con l’esercizio delle mansioni espletate da ciascuno e con i piani di organizzazione del lavoro. Costituisce abuso della
posizione d’autorità richiedere prestazioni, favori personali o qualunque altra attività e/o comportamenti che configurino violazione del presente Codice Etico e del Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. n. 231/2001.
È’ fatto divieto ai dirigenti della Associazione, agli associati ed ai tesserati di svolgere qualsiasi attività inerente il trasferimento, la cessione di contratto e il tesseramento di atleti e tecnici se non nell’esclusivo interesse della Associazione e nel pieno rispetto delle norme sportive applicabili. Inoltre è fatto divieto di avvalersi e/o avere contatti con mediatori, agenti di atleti o tesserati inibiti o squalificati.
Nei rapporti con atleti, tesserati, mediatori o Agenti di atleti, è vietato stipulare contratti non consentiti dalle norme sportive vigenti e/o corrispondere compensi, premi o indennità non giustificati o in violazione delle norme sportive vigenti.
E’ fatto divieto di alterare lo svolgimento e/o il risultato delle competizioni sportive, con qualunque atto o mezzo.
E’ fatto divieto di effettuare o accettare scommesse, direttamente o per interposta persona, anche presso soggetti autorizzati a riceverle, nonché di agevolare scommesse di altri, che abbiano ad oggetto i risultati relativi a manifestazioni ufficiali e non cui la Associazione partecipa e comunque organizzati nell’ambito della FITRI, FIDAL, FIN o di ogni altro Ente Sportivo dilettantistico e non.
E’ fatto obbligo di rispettare le norme sul corretto uso e somministrazione dei farmaci, nel rispetto delle normative nazionali ed internazionali dettate in materia di lotta al doping, per la salvaguardia della salute degli sportivi e della correttezza delle competizioni sportive.
Nello svolgimento delle funzioni assegnate devono evitarsi situazioni in cui si possano manifestare conflitti di interesse.
I collaboratori della Associazione devono evitare situazioni che possano creare conflitti di interesse sia reale, sia potenziale tra attività personali ed istituzionali: trasparenza, fiducia e integrità sono valori che devono essere in ogni caso rispettati.
Nessun collaboratore della Associazione, inoltre, può procurarsi vantaggi personali in relazione all’attività esplicata per conto della Associazione.
Laddove possano sorgere situazioni di potenziale conflitto, è fatto obbligo di darne comunicazione in sede di Assemblea al fine della risoluzione della questione.
È vietato ai dirigenti, agli associati, ai tesserati di SBR3 A.S.D. di rendere dichiarazioni, mediante gli organi di stampa, idonei a costituire incitamento alla violenza e alla discriminazione, ovvero a costituirne apologia.
È vietato ai dirigenti, agli associati, ai tesserati di esprimere pubblicamente dichiarazioni (1) o giudizi lesivi della reputazione di altre persone, di enti e delle altre Associazioni o Società sportive.
È inibita qualsivoglia condotta che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione per motivi di razza, colore, religione, lingua, sesso, nazionalità, origine, ovvero configuri propaganda ideologica vietata dalla legge o, comunque, inneggiante a comportamenti discriminatori.
(1) La dichiarazione è considerata pubblica quando è resa in pubblico ovvero quando per i destinatari, il mezzo o le modalità della comunicazione, è destinata ad essere conosciuta o può essere conosciuta da più persone.
Le informazioni aziendali: uso e tutela
La riservatezza delle informazioni è un bene che la Associazione tutela anche attraverso i propri collaboratori.
I dati che riguardano le persone saranno trattati nel rispetto delle disposizioni in vigore.
Coloro che venissero a conoscenza di informazioni non di pubblico dominio dovranno usare la massima cautela e cura nell’utilizzare tali informazioni, evitandone la divulgazione a persone non autorizzate, sia all’interno, sia all’esterno dell’ Associazione.
Rapporti con la Pubblica Amministrazione
E’ vietato dare, offrire o promettere denaro od altre utilità, quali ad esempio servizi, prestazioni o favori che possano ragionevolmente essere interpretati come eccedenti le normali pratiche di cortesia, ovvero esercitare illecite pressioni nei confronti di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, dirigenti, funzionari o dipendenti della Pubblica Amministrazione o di enti concessionari di pubblico servizio o a loro parenti o conviventi, sia italiani che esteri, finalizzati ad indurre la controparte al compimento di qualsiasi atto contrario, ovvero conforme ai doveri del proprio ufficio.
Non è consentito presentare dichiarazioni non veritiere a Organismi pubblici, nazionali o comunitari al fine di conseguire erogazioni pubbliche, contributi o finanziamenti agevolati, oppure per conseguire concessioni, autorizzazioni, licenze o altri atti amministrativi.
E’ fatto divieto di destinare somme ricevute da Organismi pubblici, nazionali o comunitari, a titolo di erogazioni, contributi o finanziamenti, a scopi diversi da quelli per i quali sono stati assegnati.
Rapporti con gli organismi federali, nazionali e internazionali o con soggetti da questi incaricati
Nei rapporti con gli organismi federali, a titolo esemplificativo ma non esaustivo (FIDAL, FIN, FITRI e tutte le sue componenti ed organi di vigilanza e giustizia sportiva), l’Associazione degli arbitri di settore e i suoi componenti, o con soggetti da questi incaricati, è vietato dare, offrire o promettere denaro od altre utilità, quali ad esempio servizi, prestazioni o favori che possano ragionevolmente essere interpretati come eccedenti le normali pratiche di cortesia, ovvero esercitare illecite pressioni, al fine di influenzare impropriamente le decisioni della controparte.
Nei rapporti con i predetti organismi o con soggetti da questi incaricati, l’ Associazione non dovrà farsi rappresentare da terzi quando si possano creare conflitti d’interesse.
Rapporti con la stampa e con altri mezzi di comunicazione di massa
La Società si rivolge agli organi di stampa e di comunicazione di massa unicamente attraverso gli organi deputati (Press Manager o addetto incaricato), in un atteggiamento di massima correttezza, disponibilità e trasparenza, nel rispetto della politica di comunicazione definita dalla Associazione.
I Destinatari sono tenuti a non fornire informazioni a organi di comunicazione, senza esserne stati specificamente e previamente autorizzati dalle funzioni competenti.
In ogni caso, le informazioni e le comunicazioni relative alla Associazione e destinate all’esterno, dovranno essere accurate, veritiere, complete, trasparenti, tra loro omogenee e non contrarie ai principi enunciati.
Divieto di detenzione di materiale pornografico
E’ fatto divieto assoluto di detenere, su supporti informatici o cartacei, presso i locali della Associazione, i magazzini, le pertinenze di essa, o in qualsiasi altro luogo che comunque sia alla Associazione riconducibile, ovvero divulgare
mediante il sito web della Associazione o le pubblicazioni curate o promosse dalla Associazione, materiale pornografico od immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto.
Per immagini virtuali si intendono immagini realizzate con tecniche di elaborazione grafica non associate in tutto o in parte a situazioni reali, la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali.
Rapporti con l’Autorità Giudiziaria e con gli organi di Giustizia Sportiva
E’ fatto divieto di esercitare condizionamenti di qualsiasi natura, sulla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all’Autorità Giudiziaria o agli organi di Giustizia Sportiva, al fine di indurla a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci.
E’ fatto divieto di aiutare chi abbia realizzato un fatto penalmente rilevante ovvero rilevante sotto il profilo della Giustizia Sportiva, ad eludere le investigazioni dell’autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa.
È vietato dare o richiedere a terzi notizie che riguardano fatti oggetto di procedimenti giudiziari o disciplinari che riguardino la Associazione.
Gestione di denaro, beni o altre utilità
E’ fatto divieto di sostituire o trasferire denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto; ovvero compiere in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. E’
fatto, altresì, divieto di impiegare in attività economiche o finanziarie i predetti beni.
Reati associativi
E’ fatto divieto di associarsi in Italia o all’estero allo scopo di commettere uno o più delitti della stessa o di diversa specie.
Principi specifici applicabili al settore giovanile
Obiettivo della Associazione è sviluppare un Settore Giovanile che coniughi le esigenze tecniche di un grande club con l’educazione, la crescita e la ricerca della maturità sociale tra i giovanissimi.
In particolare, valore primario per la Associazione è la promozione dei valori positivi nello sport giovanile, nella consapevolezza che il buon esempio ai giovani è la più immediata forma di educazione al rispetto reciproco.
A tal fine, è richiesta l’osservanza, da parte di tutti i dirigenti, collaboratori, atleti e di tutte le persone che lavorano nell’ambito del settore giovanile, dei principi, degli obblighi e dei divieti generali sopra riportati e di quelli specifici qui enunciati.
E’ fatto obbligo di vigilare costantemente sui minorenni affidati alla Associazione, evitando che gli stessi restino senza sorveglianza.
Le relazioni con i ragazzi devono svolgersi in modo ineccepibile sotto il profilo della correttezza morale; non è tollerata nessuna forma di abuso sui ragazzi, sia esso psicologico o fisico.
Si deve evitare di restare soli in luoghi chiusi in compagnia di un singolo bambino o ragazzo.
La guida e l’educazione dei giovani deve essere condotta in accordo con modelli che valorizzino i principi etici e umani in generale ed il fair play nello sport in particolare.
E’ richiesto il massimo impegno per preservare la salute psicologica e fisica dei giovani, anche al fine di prevenire le devianze, il doping, l’abuso e lo sfruttamento commerciale.
Nell’allenamento e nelle competizioni vanno sviluppate le competenze tecniche di tipo motorio, uno stile competitivo sicuro e sano, il positivo concetto di sè stessi e buoni rapporti sociali.
Sistema disciplinare
I principi espressi nel presente Codice Etico sono parte integrante delle condizioni che regolano i rapporti tra tutti coloro che si relazionano all’interno della Associazione. Eventuali violazioni del Codice Etico daranno luogo all’applicazione di sanzioni nei confronti di dipendenti, dirigenti, atleti e tesserati della Associazione, anche alla stregua del sistema disciplinare appositamente adottato dalla Associazione a norma del D.Lgs. 231/01, parte integrante del Modello di Organizzazione, gestione e controllo.
Ogni violazione dei principi e delle disposizioni contenute nel presente Codice Etico da parte dei Destinatari, dovrà essere prontamente segnalata al superiore gerarchico, che dovrà informare, tempestivamente, l’Organismo di Vigilanza se presente o l’Assemblea prontamente convocata.