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Portatevi in ogni caso una felpa, in qualsiasi momento
dell'anno capitiate: anche in agosto infatti le vie Cave funzionano
come un gigantesco frigorifero naturale. E non a caso passeggiando lungo
questi impressionanti cunicoli scavati nella roccia tufacea, è
possibile imbattersi in piante ed insetti assolutamente anomali per
la latitudine e le temperature della Maremma. L'atmosfera scivola silenziosa
e misteriosa all'interno di questi cunicoli profondi fino a venti metri,
dove il sole non arriva quasi mai e dove il silenzio è talmente
assordante che spesso capita di girarsi improvvisamente, convinti di
aver sentito qualcosa o qualcuno, trovando invece nient'altro che il
mistero affascinante e insondabile del passato.
<Nei dintorni di Sovana vi somo molte
strade profondamente scavate nel tufo e fiancheggiate da tombe certamente
etrusche. Sono le "cave di San Sebastiano", oggetto di paurosa
superstizione dei paesani, perchè profonde e nascoste dagli alberi
alla luce del sole.>
George Dennis da "Città e necropoli d'Etruria"
del 1848
E' il mistero che accompagna e accompagnerà sempre, inevitabilmente,
il popolo degli Etruschi. Quelli che abitavano queste terre, nella Maremma
più profonda e già quasi laziale, sono forse e se possibile
ancora più misteriosi degli altri. In questo triangolo fuori
dal tempo, delimitato dai gustosissimi centri medievali di Pitigliano,
Sorano e Sovana, vive infatti un'enorme ragnatela di cunicoli sotterranei,
alcuni riportati alla luce di recenti, altri ancora nascosti, e probabilmente
per sempre, tra le viscere della terra. Le vie Cave erano state costruite
e scavate tra la rocce dagli antichi etruschi per spostarsi da un centro
a un altro. Per evitare percorsi lunghi e tortuosi ma anche per difendersi
e non essere visti dagli invasori.
Lungo queste Vie Cave quindi si incontrano resti
di probabili villaggi e resti di antiche necropoli, tanto che l'ipotesi
sicuramente più romantica e leggendaria vuole questi cunicoli
come strade sacre che collegavano le dimore dei vivi a quelle dei morti,
riallacciandosi al mito del dio Tages, che sbucò improvvisamente
dal solco segnato dall'aratro di un contadino. Per visitare le Vie Cave
c'è solo l'imbarazzo della scelta, basta percorrere la Provinciale
22 a 11 chilometri da Sorano si incontrerà quella più
famosa e più semplice da percorrere: si tratta del Cavone, che
si snoda in profondità nella roccia tufacea mostrando segni inequivocabili
del passato (Se vedete abbozzata una svastica non si tratta di residui
bellici, bensì, ancora una volta, di un'effige lasciata secoli
fa dallo scalpello di un etrusco). Sempre seguendo la S.P. 22 è
possibile incontrare altre Vie Cave, come quella di San Rocco e di San
Sebastiano, da molti considerata la più suggestiva. Accanto al
Cavone non potete perdere la Tomba Ildebranda. Risalente al III-II sec.
a.C. non ha nessun legame, ovviamente, con il grande Pontefice, ma non
sapendo nulla a riguardo del personaggio che si fece costruire una così
imponente e "bizzarra" tomba, gli scopritori vollero darle
il nome del più illustre cittadino di Sovana. La tomba è
composta da due parti ben distinte: la Camera Sepolcrale, e il Monumento
Funebre, entrambi scavati interamente nelle pareti tufacee, anche se
molti dei suoi elementi architettonici sono andati perduti. Solo grazie
a frammenti decorativi recuperati durante gli scavi, ed a confronti
con il frontone del tempio di Talomone, si è potuto risalire
ad una ricostruzione abbastanza realistica dell'opera, che fu realizzata
seguendo lo stile di un tempio greco. Tutto il monumento era ricoperto
da stucchi policromi secondo l'arte decorativa etrusca che amava i colori
sgargianti. La visita alla Tomba Ildebranda costa circa 1 euro, ma la
cooperativa che gestisce le visite è la stessa che cura anche
gli ingressi alle diverse vie Cave, ed offre prezzi e possibilità
diverse in base al tempo e alla quantità di bellezze storiche
e naturali che il visitatore è intenzionato a visitare.

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